Gennaio. Il respiro di un nuovo inizio

Gennaio arriva come un foglio bianco. Dopo il silenzio e il raccoglimento di dicembre, qualcosa dentro di noi si muove di nuovo, lentamente.
Non è ancora tempo di correre: è tempo di respirare.
Il nuovo anno non chiede slancio immediato, ma ascolto. Come la natura in inverno, anche noi abbiamo bisogno di ripartire con gradualità, lasciando che ogni passo nasca da un respiro consapevole.

Il respiro come punto di partenza
Nello yoga, il respiro è il primo gesto di presenza. È ciò che ci permette di entrare in contatto con il momento presente, prima ancora di muoverci o di definire un’intenzione. Osservare il respiro significa riconoscere come stiamo, senza cercare necessariamente di cambiare qualcosa.
Inspirare ed espirare diventano così due azioni semplici ma fondamentali: da un lato l’accoglienza di ciò che è già presente, dall’altro la possibilità di lasciare andare tensioni fisiche, mentali o emotive che non sono più utili.
L’inizio dell’anno è spesso associato a liste di obiettivi, nuovi progetti e buoni propositi. Lo yoga ci offre un’alternativa: partire da dentro.
Un nuovo inizio sostenibile non nasce dal controllo, ma dalla capacità di osservare con chiarezza e continuità. Più che promesse rigide, serve una direzione semplice e flessibile, che possa adattarsi nel tempo.
Per questo gennaio è un periodo adatto per riprendere la pratica con costanza e senza giudizio, lasciando che siano il corpo e il respiro a indicarci il passo, giorno dopo giorno.

Pratiche consigliate
Per accompagnare l’energia di gennaio, privilegia una pratica che unisca stabilità e apertura, senza eccessi. L’attenzione non deve essere sulla performance, ma sulla qualità della presenza mentale.

Asana suggerite:
Tadasana (posizione della montagna): per ritrovare centratura e presenza.
Adho Mukha Svanasana (cane a testa in giù): per riattivare il corpo con dolcezza.
Anjaneyasana (affondo basso): per creare spazio e fiducia nel passo avanti.
Makarasana (posizione del coccodrillo): per rilassare e ascoltare.

La respirazione può, inoltre, diventare una pratica a sé, semplice e accessibile, da integrare sia sul tappetino, sia nella quotidianità.
Un primo passo è osservare il respiro naturale, seduti o sdraiati, senza modificarlo. Portare attenzione al ritmo spontaneo dell’inspirazione e dell’espirazione aiuta a riconoscere lo stato del corpo e della mente, creando una base stabile.
Quando il respiro si fa più consapevole, può essere accompagnato con gradualità, lasciandolo diventare più profondo e lento. Inspirare ed espirare con calma (sempre dal naso) aiuta a ridurre la tensione e a favorire un senso di radicamento.
Una respirazione semplice e regolare, ad esempio con inspirazione ed espirazione della stessa durata, può sostenere la concentrazione e offrire stabilità, soprattutto nei momenti di incertezza o dispersione.
Anche pochi minuti al giorno possono fare la differenza. Consigliamo di scegliere un momento fisso nell’arco della giornata da dedicare al respiro consapevole.
Ogni nuovo inizio può nascere così: da un gesto semplice, ripetuto con attenzione, che ci riporta al presente e ci accompagna, passo dopo passo, verso la scoperta del nostro ritmo.

OM SHANTI OM 🕉️ 

Il cerchio che si chiude. Riflessioni sul ciclo dell’anno e sulla propria evoluzione

Dicembre porta con sé un’energia unica: è il momento in cui l’anno si raccoglie, si avvolge su se stesso e ci invita a fare altrettanto.
Le giornate si accorciano, la luce rallenta, il mondo sembra sospeso. Non è un caso che proprio ora il corpo chieda più riposo, più calore, più silenzio.
E mentre fuori tutto diventa più quieto, dentro di noi si apre uno spazio prezioso: quello della riflessione, della cura e della consapevolezza.
Dicembre è il mese di passaggio tra ciò che è stato e ciò che sarà. È il punto del cerchio in cui ci fermiamo a guardare il cammino, prima di iniziare un nuovo giro.

Pratiche e rituali per vivere al meglio questo mese
Il solstizio d’inverno, che cade intorno al 21 dicembre, è il momento più oscuro dell’anno… ma anche quello in cui la luce ricomincia a crescere.
Un simbolo straordinario, se ci pensi: proprio quando sembra che la notte abbia vinto, la luce ricomincia il suo cammino!
Sappiamo, inoltre, che ogni stagione richiede un’attitudine diversa: in inverno il corpo ha bisogno di cura e riposo, di pratiche che lo nutrano e che non lo consumino. Di seguito trovi alcuni suggerimenti:
Janu Sirsasana (piegamento in avanti con una gamba piegata). Favorisce l’allungamento profondo della schiena, calma la mente, invita a chinarsi e ascoltare.
Viparita Karani (con le gambe al muro). Rilassa profondamente il sistema nervoso, aiuta la circolazione offrendo un immediato senso di leggerezza e quiete.
Setu Bandhasana (posizione del mezzo ponte). Apre il cuore con gentilezza, stimola la respirazione profonda e aiuta a ritrovare spazio, senza fatica.
Respirazione Ujjayi morbida o Samavritti (respiro quadrato). Aiutano a mantenere stabilità e presenza, senza attivare troppo il corpo.

Rituali che puoi integrare nella tua pratica
Accendi una candela
Un gesto semplice che rappresenta la rinascita interiore. Siediti qualche minuto in silenzio davanti alla luce: respira, osserva, accogli. Puoi anche praticare Trataka tenendo lo sguardo fisso sulla fiamma.
📝 Scrivi ciò che vuoi lasciare andare
Pensieri, abitudini, paure, tensioni… Usa un diario o un quaderno e prova a introdurre la scrittura nella tua quotidianità. Bastano pochi minuti al giorno!
🌟 Formula un sankalpa per il nuovo anno
Non si tratta di un semplice proposito, ma di un’intenzione profonda, radicata nel cuore. Deve essere un’affermazione breve, chiara e orientata a coltivare la tua interiorità. Immaginala come se fosse già reale e ripetila mentalmente prima della meditazione e ogni volta che ne senti il bisogno.

Un invito a rallentare
La chiusura dell’anno, invece di essere un momento frenetico, può diventare un’opportunità meravigliosa per rallentare.
Lo yoga ci ricorda che non c’è bisogno di correre verso il nuovo anno: possiamo entrarci con consapevolezza, portando con noi ciò che abbiamo imparato e lasciando andare ciò che non serve più.

Dicembre è una porta. Una pausa. Un respiro più profondo.

OM SHANTI OM 🕉️

Accogliere il silenzio: lo yoga come rifugio nel mese del raccoglimento

Novembre ci invita al raccoglimento. Le giornate si accorciano, i colori si fanno più morbidi, gli alberi si spogliano e la natura rallenta il passo. Tutto intorno a noi sembra sospeso in un respiro profondo. È il tempo del ritorno verso l’interno, quando anche il nostro corpo e la nostra mente chiedono quiete.
Nella frenesia del quotidiano, in un mondo che già corre verso le feste, lo yoga può diventare un rifugio: uno spazio dove ritrovare il respiro, l’ascolto e la gratitudine per ciò che è. Questo è il mese per imparare a stare nel silenzio, a sentirne il conforto e a trarne nutrimento.

Il valore del silenzio
Nel silenzio si apre uno spazio nuovo: quello dell’ascolto. Quando tutto intorno tace, possiamo finalmente percepire ciò che accade dentro di noi.
La pratica dello yoga ci insegna che il silenzio non è vuoto, ma pienezza. È la presenza viva che emerge quando smettiamo di cercare.
In sanscrito, questa qualità si chiama mauna, il silenzio consapevole. Non si tratta di chiudere il mondo fuori, ma di aprirsi a un ascolto più profondo, dove ogni respiro diventa una preghiera silenziosa di gratitudine.

Pratica per novembre: quiete, equilibrio e ascolto
Questo mese, dedica la tua pratica a rallentare, ascoltare e accogliere. Scegli posizioni che favoriscano l’introspezione e il rilascio, come:
Paschimottanasana (posizione della pinza), che invita al raccoglimento;
Balasana (posizione del bambino), un gesto di fiducia e abbandono.
Supta Baddha Konasana (posizione reclinata dell’angolo legato), per aprire il cuore e accogliere la gratitudine.

Esegui Nadi Shodhana, la respirazione a narici alternate, poiché questa tecnica calma la mente, armonizza le energie e dona equilibrio.
Pratica qualche ciclo ogni mattina o prima di dormire, come rituale di serenità.

Dopo la pratica, prenditi un momento per scrivere liberamente, partendo da questa domanda: “Cosa sto imparando dal silenzio?
Lascia che le parole fluiscano, senza giudizio. Il semplice atto di scrivere può essere già una forma di ascolto.

Coltivare la gratitudine
Mentre la natura riposa, anche noi possiamo imparare a fermarci per ringraziare. Ogni respiro è un dono, ogni momento di calma una possibilità di rinnovamento.
La gratitudine nasce dal riconoscere ciò che abbiamo, anche — e soprattutto — ciò che siamo soliti dare per scontato. Praticare yoga a novembre significa dire “grazie” al corpo che ci sostiene, alla mente che impara a rallentare, alla vita che ci invita a fidarci del suo ritmo.

OM SHANTI OM 🕉️

10 anni di noi…

🌸 𝐈𝐋 𝐂𝐄𝐍𝐓𝐑𝐎 𝐘𝐎𝐆𝐀 𝐒𝐇𝐀𝐍𝐓𝐈 𝐂𝐎𝐌𝐏𝐈𝐄 𝟏𝟎 𝐀𝐍𝐍𝐈 🌸

La scorsa settimana abbiamo festeggiato il decimo anniversario dall’inaugurazione del nostro Centro Yoga Shanti.

𝐿’𝑢𝑙𝑖𝑣𝑜, 𝑑𝑜𝑛𝑎𝑡𝑜 𝑖𝑙 18 𝑚𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 2014, 𝑒̀ 𝑐𝑟𝑒𝑠𝑐𝑖𝑢𝑡𝑜 𝑖𝑛𝑠𝑖𝑒𝑚𝑒 𝑎 𝑛𝑜𝑖. 𝐼 𝑠𝑢𝑜𝑖 𝑟𝑎𝑚𝑖, 𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑑𝑜𝑝𝑜 𝑎𝑛𝑛𝑜, 𝑠𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑒𝑙𝑒𝑣𝑎𝑡𝑖 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑖𝑙 𝑐𝑖𝑒𝑙𝑜, 𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑙𝑎 𝑙𝑢𝑐𝑒… 𝑙𝑎 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑎 𝑙𝑢𝑐𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑖 𝑎𝑐𝑐𝑜𝑚𝑝𝑎𝑔𝑛𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑎𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑦𝑜𝑔𝑎.

Un ringraziamento speciale va ai presenti e a tutti coloro che nel tempo hanno fatto parte di questa meravigliosa famiglia.

𝑶𝑴 𝑺𝑯𝑨𝑵𝑻𝑰 𝑶𝑴 🙏❤